Appartengo a quella fascia di ragazzi che da bambini sono stati cresciuti dalla televisione. Mio padre lavorava in banca e tornava sempre tardi, mia madre invece insegnava nelle classi di tempo prolungato, impegnandosi in una lunga serie di progetti extrascolastici che non avevano mai fine. E' ovvio, a questo punto, che i miei genitori siano stati i Genitori in blue jeans, che la musica che ascoltavo fosse quella dei Bee-Hive e che a farmi compagnia il pomerigio c'erano Uan e tutti gli altri conduttori di Bim Bum Bam.
Senza fratelli o sorelle e senza una buona propensione nel crearmi degli amici, la mia educazione sentimentale, le mie prime esperienze di relazioni umane, sono state l'osservazione dei cartoni animati giapponesi: robottoni guidati da ragazzi coraggiosi che conbattevano contro orribili mostri di altri pianite, aliene sexy che svolazzavano per la scuola creando scompiglio e ragazzi impacciati, anche un po' imbranti, che non sapevano cosa fare della propria vita e che non erano molto bravi a rapportarsi all'altro sesso.
Io guardavo, imparavo, mi immedesimavo e desideravo con tutte le forze che accadesse qualcosa del genere anche a me. Avrei voluto essere un super eroe, uno di quelli che salvano il mondo e che hanno tutto il tempo per preparare un'ottima interrogazione per il giorno seguente, ma... mi bastava fare un po' di chiarezza dentro per capire che non ero proprio quel tipo di ragazzo. Io ero lo sfigato, l'impacciato, quello troppo timido anche solo per parlare. O almeno questo credevo di essere (non avevo molta esperienza nel campo delle relazioni umane).
Riconoscersi in Johnny fu quasi naturale, innamorarsi di Sabrina avvenne istintivamente, così come il fare di quel cartone lo schema delle relazioni umane che avrei avuto per i dieci anni successivi. Può sembrare ridicolo (e si, certamente molto triste) ma io ho capito che cos'era l'amore grazie ad un ragazzino con poteri paranormali e ad una ragazza con un capello di paglia rosso. Può sembrare inconcepibile, ma ancora oggi - a volte - per me l'amore altro non è che una lunga scalinata di novantanove gradini e mezzo.

2 commenti:
dove sta sto farmacista veggente??
;*
questo cartone è una meraviglia:)
lilacwine
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