martedì 15 maggio 2007

Prendi l'arte e mettila da parte


Cucinare può diventare un'arte, correre può diventare un'arte; anche fare l’amore può diventare un'arte. Vivere può essere un'arte, dipende da come si vive. Io, ad esempio, sono completamente inadatto alla vita, ma non ne faccio un dramma. I geni musicali (tipo Mozart, o David Bowie) si contano sulle dita della mani e lo stesso vale per quelli della vita.
Credo sia per questo che scrivo.
La maggior parte degli artisti (e dei presunti tale) sono persone che hanno completamente fallito nell’arte di vivere. Così si buttano nell’arte per plasmare un mondo diverso da quello reale, un mondo nel quale sanno muoversi, creato a loro immagine e somiglianza. In fondo che cos’è l’arte se non un'imitazione della vita?
Non avrebbe senso riprodurre la vita, se la vita che avessero fosse perfetta; così la ricostruiscono da capo, la riproducono, fanno passare l’infinità del cosmo attraverso il loro organismo, di modo che questa nuova vita diventi un mondo creato non da un dio o dal caos, ma dalla mente dell’artista.
Q
uando penso a quelli che riescono a fare della vita un'arte, mi viene in mente il superuomo di Nietzsche, che prende il mondo e gli da una forma a lui consona. Gli artisti non ci riescono, così sono costretti a creare un mondo immaginario. Certo, può succedere che molti di questi si trovino male anche nel loro stesso mondo... credo che capiti agli artisti senza talento, che a pensarci bene non sono neppure artisti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Umberto... dimmi tu quale vita e' perfetta...

noi siamo esseri incontentabili...

ifona