Non è la pioggia. Quella mi piace, eccome. C'è altro.Non sono neppure lacrime. Giuro. Non lo dico per darmi il tono del grande uomo, quello duro che non si piega e non si spezza (io? macchè!). E' solo che è diverso. Più profondo. E' tipo una ferita, ma senza sangue. Una ferita che non fa male; al massimo pizzica un po'. Che, a dirla tutta, non dovrei neppure farci caso. Basta pensare ad altro: le telefonate, il blog, la chat, il romanzo di Fante sul comodino, lo studio (cazzo gli esami!), le squinzie che ci sono e non ci sono, gli amici, cose così. Ma succede che mi fermo e controllo. E la vedo. Oppure capita che mi guardo allo specchio (lo faccio raramente e quasi sempre è un trauma). Ecco, allora la vedo. Rossa, profonda. C'è quasi da avere paura, ma un po' ci sono abituato. Il problema è che non so cosa fare.
Penso ad a Debby che partirà e ad Alex che non torna più, a Santo perso nei corridoio di Medicina e che progetta il matrimonio; penso a Nadia che non sorride da un pezzo e che ha così tanti casini che la droga ormai non le basta più, a Mirko che ha un anno meno di me e deve discutere la tesi ad ottobre. A Fabio che non vedo da un pezzo, solo perchè ho commesso il crimine di avere più successo di lui; a Giusy che mi odia perchè succede così con le ex (ok, non sempre, ma qualche volta capita, no?). Penso a Massimiliano che non è neanche un amico ma sta lì con la sua arroganza che a volte fa prevalere l'odio sull'affetto; ad Antonio che non vedo perchè a volte capita che le persone si allontanino così, senza una precisa ragione. E poi c'è Diego con cui non ci si becca mai, Carmen che mi scrive che mi vuole bene (a cui non do mai la soddisfazione di un "anch'io"), Rosanna che è bellissima ma "la nostra America è uno scantinato dove scopiamo i nostri sogni che suonano, davvero suonano da dio, peccato che nessuno li ascolterà mai", ad Arcangelo che la sera trema se non beve, a Francesco che come teen-ager ormai è invecchiato e a Francesca che del porno si è stancata, ma la laurea è troppo lontana e comunque ce ne vuole da lì a guadagnare.
Ecco, penso a loro e penso ad altro e tutto si confonde.
Così vorrei trovare le battute, tornare a fare il giullare, il minchione, ma c'è questa ferita. E per quanto non faccia male, resta lì. Come a volersi far sempre ricordare.
Così tra una canzone dei Bee-hive e una bestemmia, tra un assolo di sinth e qualche sparata da cinico, tra una risata che fa sempre bene e un'ora programmata per essere stupidi, mi domando: stasera chi salta un po' con me?
Ecco, penso a loro e penso ad altro e tutto si confonde.
Così vorrei trovare le battute, tornare a fare il giullare, il minchione, ma c'è questa ferita. E per quanto non faccia male, resta lì. Come a volersi far sempre ricordare.
Così tra una canzone dei Bee-hive e una bestemmia, tra un assolo di sinth e qualche sparata da cinico, tra una risata che fa sempre bene e un'ora programmata per essere stupidi, mi domando: stasera chi salta un po' con me?

4 commenti:
eh...bella domanda...
grazie...un commento così mi ci voleva :)
Io non ti lascio mica... stupidone...
O.O
T.V.B. ( ecco in pieno spirito adolescenziale... lo fa il compagno di mia madre... eprche' mnon posso farlo io?)
Ifona
questa immagine mi ha fatto molto pensare al cortrometraggio di lamorisse intitolato "le ballon rouge". il bambino non si vuole mai dividere da questo palloncino che lo accompagna in giro per la città...un po' come quelle ferite che ci servono per sentitci vivi.
deckard
http://bloodydoctor.spaces.live.com/
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