Ci sono quei ragazzi che quando arriva la primavera e le belle giornate non hanno proprio voglia di studiare. Forse è il caldo che fa pensare loro a posti diversi dall'Università, forse è il polline che fa starnutire e impedisce di concentrarsi, anche se durante il resto dell'anno questa voglia non è che sia stata particolarmente forte. Questi ragazzi ogni mattina scappano di casa e ci fanno ritorno di sera, si danno al cazzeggio, si perdono per le strade della loro città alla ricerca di qualcosa di nuovo che spezzi la monotonia nella quale si sentono condannati; s'incontrano, pranzano insieme, entrano ed escono dai bar, si fanno compagnia.
Ci sono quei ragazzi a maggio che dovrebbero mettersi sotto con gli esami, ma non lo fanno: sono anni che fanno sempre lo stesso - leggere e sottolineare, leggere e ripetere, ripetere e ripetere - ed ora vogliono qualcosa di diverso. C'è chi desidera un amore dell'altro mondo, chi di partire per l'erasmus, c'è a chi basta un estate come si deve e chi ancora non l'ha capito e si muove come un pupazzetto a molla un po' scarico che non sa dove andare. Ma gli amori non arrivano e l'erasmus lo vincono sempre gli altri, l'estate per il momento è ancora troppo lontana e per capire cosa diavolo si vuole a volte non basta una vita intera. Così studiano per inerzia, piangono senza conoscere il nome delle loro lacrime, ascoltano musica pop o vecchie canzoni che riportano a galla ricordi di un tempo in cui tutto sembrava perfetto nella sua imperfezione. Ma lo sanno: è solo il passato che, quando viene ricordato, assume una forma ideale, di gran lunga migliore da quella che aveva nel momento in cui fu vissuto.
Ci sono quei ragazzi che a maggio vogliono unicamente fare sesso, saltare da un letto a un altro, crogiolandosi in un corpo per rilassarsi e provare quella sensazione che li fa sentire attraenti e più sicuri di se, ma anche questo sembra difficile da trovate. Dicono che la media è troppo bassa anche quando non si punta in alto, che va bene pure una o uno da una botta e via ma deve essere almeno decente, così in breve si sentono soli e non riescono a capire se sono gli altri a rifiutarli o loro a farsi rifiutare. Ci sono invece quei ragazzi che cercano un unione perfetta, un'attrazione che a pelle possa essere forte come un campo magnetico, e nascondono dietro un bisogno di perfezionismo qualcosa che forse è paura, forse è noia o più semplicemente bisogno d'altro.
Ci sono quei ragazzi che a maggio si rendono conto che c'è qualcosa che non va e l'unica cosa che può farli stare meglio è il farsi compagnia a vicenda, per sentirsi meno soli, perchè le risate di gruppo sono più rumorose e, anche se non c'è niente da ridere, contagiano lo stesso. Qualcuno pensa alla propria vita come qualcosa d'indefinito, qualche altro come qualcosa di già finito, ma malgrado tutti questi bilanci la vita scorre e loro sono lì: a studiare, a piangere, a fare l'amore, a guardare le vetrine del corso e, tra un immesione nella popria solitudine e una nella propria ossessione, si fanno compagnia. E questo sembra dare un senso; uno qualsiasi.
Ci sono quei ragazzi a maggio che dovrebbero mettersi sotto con gli esami, ma non lo fanno: sono anni che fanno sempre lo stesso - leggere e sottolineare, leggere e ripetere, ripetere e ripetere - ed ora vogliono qualcosa di diverso. C'è chi desidera un amore dell'altro mondo, chi di partire per l'erasmus, c'è a chi basta un estate come si deve e chi ancora non l'ha capito e si muove come un pupazzetto a molla un po' scarico che non sa dove andare. Ma gli amori non arrivano e l'erasmus lo vincono sempre gli altri, l'estate per il momento è ancora troppo lontana e per capire cosa diavolo si vuole a volte non basta una vita intera. Così studiano per inerzia, piangono senza conoscere il nome delle loro lacrime, ascoltano musica pop o vecchie canzoni che riportano a galla ricordi di un tempo in cui tutto sembrava perfetto nella sua imperfezione. Ma lo sanno: è solo il passato che, quando viene ricordato, assume una forma ideale, di gran lunga migliore da quella che aveva nel momento in cui fu vissuto.
Ci sono quei ragazzi che a maggio vogliono unicamente fare sesso, saltare da un letto a un altro, crogiolandosi in un corpo per rilassarsi e provare quella sensazione che li fa sentire attraenti e più sicuri di se, ma anche questo sembra difficile da trovate. Dicono che la media è troppo bassa anche quando non si punta in alto, che va bene pure una o uno da una botta e via ma deve essere almeno decente, così in breve si sentono soli e non riescono a capire se sono gli altri a rifiutarli o loro a farsi rifiutare. Ci sono invece quei ragazzi che cercano un unione perfetta, un'attrazione che a pelle possa essere forte come un campo magnetico, e nascondono dietro un bisogno di perfezionismo qualcosa che forse è paura, forse è noia o più semplicemente bisogno d'altro.
Ci sono quei ragazzi che a maggio si rendono conto che c'è qualcosa che non va e l'unica cosa che può farli stare meglio è il farsi compagnia a vicenda, per sentirsi meno soli, perchè le risate di gruppo sono più rumorose e, anche se non c'è niente da ridere, contagiano lo stesso. Qualcuno pensa alla propria vita come qualcosa d'indefinito, qualche altro come qualcosa di già finito, ma malgrado tutti questi bilanci la vita scorre e loro sono lì: a studiare, a piangere, a fare l'amore, a guardare le vetrine del corso e, tra un immesione nella popria solitudine e una nella propria ossessione, si fanno compagnia. E questo sembra dare un senso; uno qualsiasi.

4 commenti:
bastardo... la prima sono proprio io...
Ifona...
Ps: mo vuoi fare il romantico, perche' hai incontrato il Dalila' ( come disse il tassista ad Alessia riferendosi a Palden).
Besos
Uh.... sono una ragazza di Maggio, indubbiamente....
Costretto a guardare dentro lo specchio.
MyloveMystorm
Anche se partirò x l'Erasmus... mio Dio hai descritto l'arredamento interno della mia testa! Quelle cose sul sesso, sul chi cerca cosa...è esattamente quello ke penso, quello ke succede, non potevi dirlo con parole migliori...
E il fatto dei ricordi, che in quanto tali sono idealizzati, migliori del momento in cui furono vissuti, perchè la realtà è imperfetta e i ricordi non sono più reali ...
grande.
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